Disturbi alimentari e psicoterapia: prevenzione, cura e riabilitazione

Il supporto dello psicologo è fondamentale per risolvere il problema alla radice del disturbo

La terapia come misura preventiva per i disturbi alimentari

In Italia, sono 3 milioni le persone affette da disturbi alimentari, tristemente noti per essere i disturbi mentali con il più alto tasso di mortalità. Le cause sono molteplici e possono anche essere di natura genetica, ma sono spesso legate alla percezione che si ha del proprio corpo e allo stato della propria salute mentale. Chi è vittima di body o fat-shaming, ovvero chi riceve commenti negativi sul proprio aspetto fisico o sul proprio peso, ha più probabilità di sviluppare questo tipo di disturbi, così come chi soffre di ansiadepressione, scarsa autostima o è stato sessualmente abusato da piccolo.

La psicoterapia può essere un valido strumento per prevenire i disturbi alimentari, perché aiuta non solo a aumentare l’autostima e a amare il proprio corpo, ma anche a affrontare eventuali problemi irrisolti che, col tempo, potrebbero trasformarsi in disturbi più gravi. Inoltre aiuta a combattere il senso d’isolamento e la vergogna che chi soffre di un disturbo mentale o dell’alimentazione spesso prova.

Il ruolo della terapia nel trattamento dei disturbi alimentari

I disturbi alimentari hanno molte forme, tra cui anoressia, bulimia, disturbo da alimentazione incontrollata (binge-eating) e disturbo evitante-restrittivo dell’assunzione di cibo, e possono colpire indifferentemente uomini e donne, a prescindere da età, aspetto fisico e razza, anche se il 95% di chi ne soffre è costituito da donne. Il trattamento di questi disturbi è un processo a più step, il primo dei quali è costituito dalla psicoterapia. Spesso chi la inizia non è pronto ad affrontare il proprio disturbo. Poterne discutere con uno psicologo preparato, in grado di salvaguardare la nostra salute, è cruciale in tutte le fasi del trattamento. Un buon terapeuta può anche aiutarci a trovare ulteriori risorse su cui fare affidamento, come un buon medico, un nutrizionista esperto, un centro per la riabilitazione e, se necessario, un valido psichiatra.

Un esempio classico in cui la psicoterapia si dimostra parte fondamentale del processo riabilitativo si ha quando il paziente fatica ad accettare il piano alimentare scelto dal nutrizionista. In questo caso, lo psicologo è indispensabile, perché fornisce uno spazio sicuro in cui esternare le preoccupazioni sul cibo o le aspettative sui risultati.

Come aiutare una persona cara a iniziare la terapia

Se vogliamo incoraggiare un amico o una persona cara a iniziare la terapia per curare il suo disturbo alimentare, è fondamentale essere sensibili e compassionevoli, ma lo è altrettanto non rimandare. I disturbi alimentari possono avere conseguenze molto gravi, a volte letali, per cui è bene parlarne con l’interessato il prima possibile. Confidiamogli la nostra preoccupazione, diciamogli che abbiamo notato dei cambiamenti, che lo vediamo stressato o depresso. 

È molto probabile che la persona si mostri visibilmente frustrata o si rifiuti di ammettere il problema, ma non per questo dobbiamo scoraggiarci. Facciamogli capire quanto sia importante aprirsi e parlarne, non solo con noi, ma anche con un professionista specializzato. Un esempio delle parole che potremmo rivolgergli: “Voglio che tu sappia che tengo molto a te e alla nostra amicizia e che puoi parlarmi di qualsiasi cosa. Penso però sia importante che tu ne parli anche con un terapeuta,  che sa bene come affrontare un discorso tanto complesso e delicato.”

Il ruolo della terapia nella riabilitazione

La psicoterapia dev’essere continuativa: solo così si possono sradicare i modelli di pensiero negativi ed evitare di ricadere nelle vecchie abitudini. Essa è fondamentale non solo all’inizio del trattamento, ma anche e soprattutto nella fase di mantenimento dei progressi. Questo perché continua a fornire al paziente uno spazio sicuro in cui esplorare e consolidare le abilità acquisite e il giusto supporto nel momento in cui si presenta una nuova difficoltà. Diversi pazienti raccontano come i sintomi del disturbo alimentare scompaiono molto prima delle abitudini mentali ad esso correlate, ed ecco perché è cruciale che la psicoterapia continui nel tempo.

Così come nella maggior parte dei disturbi mentali, non esiste una formula magica per curare istantaneamente i disturbi alimentari. Mostrare dei miglioramenti, per quanto notevoli, non significa necessariamente aver sconfitto la malattia. Il percorso per mantenere i progressi fatti e prevenire una ricaduta è lungo e necessita di un supporto costante e adeguato. Inizialo oggi con un semplice tapCozily offre supporto psicologico via Whatsapp o videochiamata a prezzi vantaggiosi.

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Mattia Furia

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