Cozily: il primo incontro

Consigli su come iniziare la terapia e impostare la comunicazione con lo psicologo

Hai scaricato l’app di Cozily, indicato le tue preferenze, e si è aperta la chat con il tuo terapeuta. Sapevi che per la maggior parte delle persone questa è la parte più difficile di una terapia? Quando uno scrittore deve cominciare un nuovo romanzo, a volte ha quella che nella cultura pop si chiama la sindrome del foglio bianco: le idee sono tutte lì, le emozioni pure, ma trasformarle in un flusso ordinato sembra impossibile. Non si sa da dove cominciare. In realtà, molto spesso questo non è il solo problema. Alcuni vorrebbero una consulenza immediata e si spaventano quando leggono la parola “terapia”. Altri restano spiazzati dalla possibilità di parlare con un terapeuta; altri ancora cercano semplicemente qualcuno con cui confidarsi e non sanno ancora se è il caso di intraprendere una terapia oppure no. Con questo articolo spero di aiutarti a riflettere sulle difficoltà più comuni di questa fase così delicata.

Da dove comincio? I primi passi con Cozily

Il modo più semplice è presentarti! Cozily permette l’anonimato, quindi se non vuoi usare il tuo vero nome, puoi sempre usarne uno che preferisci tu, o anche solo il tuo nick. Il secondo passo è un po’ più complicato. Di solito chi scrive ad un servizio di psicologia lo fa perché vuole affrontare il suo bel problema. Può essere un buon modo per iniziare a descrivere in modo generale la situazione – a volte basta scrivere semplicemente che si sta male. Aiuterà molto dare una storia a questa situazione, capire quando è iniziata a diventare una situazione difficile da gestire, cosa si è già provato per risolverla. Per noi psicologi è molto importante poi sapere se sei già seguito da qualcuno. Alcune persone vogliono un secondo parere, e va benissimo, ma se senti il bisogno di parlare con un secondo terapeuta forse può aiutarti di più capire come mai non ne parli con il primo. Potrebbe sorprenderti scoprire che molte persone scelgono di parlare con un terapeuta di Cozily perché non riescono a dire tante cose al proprio terapeuta dal vivo!

Il terzo passo per alcuni è molto semplice, per altri più difficile. Bisogna decidere se vedersi in video o via chat. Ma questo non lo devi decidere per forza da solo. Su questo ti lascio qualche consiglio in questo articolo. A questo punto, congratulazioni! Da qui devi solo aspettare che ti risponda il terapeuta. Al resto ci penserà lui. Naturalmente questo è solo un suggerimento. Molti preferiscono prendere direttamente un appuntamento, altri preferiscono scrivere la situazione in modo più dettagliato, altri rispondono solo alle domande che vengono poste. Non c’è un modo giusto o facile di cominciare, c’è cominciare e poi scoprire che la parte più difficile di questi percorsi terapeutici è già stata svolta superando questo ostacolo. Ti lascio un paio di riflessioni su alcuni temi che ci capita spesso di affrontare, come la scelta tra video e chat e il problema della risposta immediata.

Non sono un robot

“Non sono un robot” è la famosissima frase dei reCAPTCHA di Google, quel meccanismo per evitare che qualche hacker cerchi di abusare di un servizio usando il software per accedere a servizi riservati alle persone. Ecco, mi sembra una buona metafora per descrivere uno dei problemi che si incontra più spesso. Dall’altro lato dello schermo c’è una persona, non un robot. E in effetti, per quanto si sforzerà di esserci ogni volta possibile, è molto difficile che ci sia alle 3 di notte. Su Cozily abbiamo una politica molto seria riguardo i tempi di risposta agli utenti, ma Cozily non è un centralino, è uno spazio terapeutico, e molto spesso possono passare anche 5 o 10 minuti, a volte anche una mezz’ora, prima che un terapeuta risponda. Ma lo farà, se tu gli porrai una domanda. Se alle 3 di notte non ti risponde, sarai il suo primo pensiero al mattino.

Video o chat?

Cozily offre una terapia “personalizzata”, nel senso che può essere costruita su misura per te, con i tempi ed i modi più adatti alla tua situazione. All’inizio però, quando ci si deve conoscere, anche solo per un consulto, il dilemma se scegliere video o chat può portare molte persone a bloccarsi e rinunciare. Voglio aiutarti fornendoti dei pro e dei contro di ogni cosa. Una videochiamata è sicuramente più rapida, e permette di scambiare maggiori informazioni. È anche vero che una videochiamata richiederà necessariamente un appuntamento, un posto dove poter parlare senza essere disturbati, una buona connessione. E per molti significa anche guardarsi in faccia mentre si parla con il terapeuta – a volte quello può essere uno dei motivi alla base della richiesta. La chat è un ambiente molto più calmo e fluido: abbiamo più tempo a disposizione, ci si può scrivere più volte, e a volte può essere più semplice per prendersi il tempo necessario per descrivere la situazione. È anche vero che questo significa dover mettere per iscritto i propri pensieri, non è sempre così facile farlo, soprattutto all’inizio.

La cosa buona di questo servizio però è che, anche se sei tu a scegliere, non devi decidere da solo. Se non sai come muoverti, comincia con la chat, comunicando al tuo terapeuta questa difficoltà; lui saprà aiutarti a decidere il modo migliore per conoscervi.

Hai bisogno di supporto specifico sul tema affrontato in questo articolo? Scarica subito l'App di Cozily!

Stefano Marina

Specialista in interventi su misura per la persona, approccio dinamico con integrazioni di approcci cognitivo-comportamentale e sistemico-relazionale, target principali sono il giovane adulto e l’adulto, la coppia e la famiglia, i gruppi.

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