Aborto spontaneo: come superare il dolore della perdita

Cinque consigli per guarire in modo sano

aborto spontaneo
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L’aborto spontaneo è un’esperienza traumatica e straziante. Per quanto sia molto più comune di quanto si pensi — capita a circa il 15% delle gravidanze — questo non lo rende meno doloroso. Non c’è un modo per cancellare il dolore della perdita, ma ricevere il giusto supporto può aiutare ad affrontarlo al meglio. 

Cosa si prova emotivamente dopo l’aborto spontaneo

Per una donna o una persona con ciclo mestruale, un’interruzione precoce della gravidanza può scatenare una miriade di emozioni. Ognuno reagisce a suo modo, ma è molto comune provare i seguenti sentimenti:  

  • colpa
  • stanchezza
  • lutto
  • stress emotivo
  • tristezza
  • depressione 
  • rabbia
  • gelosia
  • shock 
  • solitudine
  • disperazione

L’aborto spontaneo provoca dei rapidi cambiamenti ormonali, che a loro volta causano sbalzi di umore e intensificano le emozioni che proviamo, mettendo a dura prova la nostra salute emotiva. Siamo gentili con noi stessi. Diamoci tempo per elaborare queste emozioni. Ricordiamoci che non c’è un modo giusto o sbagliato per vivere un lutto. È un’esperienza assolutamente personale.

Cosa si prova fisicamente dopo l’aborto

Un aborto spontaneo non causa solo sofferenze emotive, ma anche fisiche. Molte donne devono affrontare stanchezza, perdita dell’appetito o insonnia. Gli ormoni responsabili dei sintomi della gravidanza rimangono in circolo dopo l’aborto, il che significa che si può continuare a soffrire di nausea, seno gonfio, perdite vaginali, e altri sintomi anche dopo aver perso il bambino. Anche se il nostro corpo riesce a guarire da solo, a volte sono necessari degli interventi medici e questo può ulteriormente aggravare il trauma della perdita. Se il dottore ci consiglia un’ecografia o altri trattamenti, cerchiamo il supporto dei nostri cari. Non dobbiamo affrontare tutto da soli.

 

5 cose da fare per affrontare e superare un aborto

Affrontare il lutto che segue a un aborto spontaneo è difficile e doloroso. Per quanto sia un’esperienza molto personale, riconoscere ed elaborare questo dolore può aiutare a gestire i nostri sentimenti in maniera sana e favorire la guarigione. Di seguito scopriremo cinque modi per farlo. Ricordiamoci però che l’elaborazione del lutto richiede tempo e non è un processo che si può affrettare.  

  1. Aprirsi e condividere i propri sentimenti

Molte donne credono che si debba soffrire in silenzio dopo un aborto spontaneo, soprattutto se non hanno comunicato a familiari e amici che erano in dolce attesa. Tenersi tutto dentro non fa altro che inasprire i sentimenti negativi e aumentare il rischio di cadere in depressione. Se non ci sentiamo a nostro agio a parlare dell’aborto con i nostri cari, possiamo provare a farlo in un gruppo di supporto. Condividere quest’esperienza con chi l’ha vissuta ci farà sentire meno soli e ci aiuterà a legittimare le nostre emozioni.

  1. Darsi tempo per vivere il lutto

Una delle cose da imparare per affrontare un aborto spontaneo è che dobbiamo concederci abbastanza tempo per guarire. Il dolore che proviamo non andrà via dall’oggi al domani e non dovremmo sentirci obbligati ad andare avanti e a ignorare i nostri sentimenti. Anche se ci sono donne che cercano quasi subito un’altra gravidanza, questo non significa che lo dobbiamo fare anche noi. Anche se fossimo fisicamente pronte a concepire, potremmo non esserlo emotivamente, soprattutto se non ci siamo concesse abbastanza tempo per piangere.

  1. Prendersi cura di noi stessi

Dopo aver subito una perdita così traumatica, è molto comune trascurare i propri bisogni fondamentali. Se non dormiamo o mangiamo abbastanza, è più difficile per il nostro corpo riprendersi dallo sforzo dell’aborto spontaneo. L’auto-cura e sane strategie di coping sono fondamentali in questa fase di recupero. Se non abbiamo molto appetito, cerchiamo di fare piccoli pasti, privilegiando alimenti semplici. Va anche bene ordinare da asporto o mangiare cibo pronto, se non ce la sentiamo di cucinare. L’importante è rifornire il nostro corpo dei nutrienti di cui ha bisogno.

Facciamo anche in modo di riposare il più possibile. Il sonno è importantissimo in questo momento. Altri modi con cui possiamo essere gentili con il nostro corpo e la nostra mente includono meditare, tenere un diario della salute mentale, o anche fare una passeggiata e sederci all’aperto per un po’. Ascoltiamo i segnali che il nostro corpo ci manda e prendiamoci una giornata per noi, se ci serve.

  1. Trovare dei modi per commemorare la perdita

Molte tra le donne che hanno vissuto un aborto spontaneo hanno trovato utile commemorare la loro perdita. Ci sono molti modi per ricordare e onorare il bimbo che abbiamo perso. Una commemorazione può dare un senso di chiusura e conforto. Che sia scegliere un nome per il bimbo, piantare un albero in suo onore, fare una donazione ad un’associazione no-profit o qualunque altro gesto simbolico, una commemorazione può aiutare a rendere la gravidanza interrotta più vera. Possiamo coinvolgere amici o famigliari o possiamo farlo da soli. Non c’è un modo giusto o sbagliato per farlo.

  1. Ricordarsi che non è colpa nostra 

Molte persone si ritrovano a provare vergogna o senso di colpa dopo un aborto spontaneo. Invece di cercare un modo per colpevolizzarci, dovremmo ricordarci che non è stata colpa nostra. Più di metà degli aborti nel primo trimestre sono causati da anomalie cromosomiche, motivo per cui non c’è nulla che si può fare per prevenirli. Siamo compassionevoli con noi stessi. Al posto di fare una lista di quello che avremmo potuto fare diversamente o non fare del tutto, ricordiamoci che questo evento era al di fuori del nostro controllo. Non vergogniamoci di cercare aiuto, che sia dal nostro dottore, dal nostro partner o da altri amici che hanno vissuto questo trauma.

Cose da non fare dopo un aborto spontaneo

Se abbiamo vissuto un aborto spontaneo, potremmo sentirci forzate dagli altri ad andare avanti e a superare in fretta il nostro dolore. Potremmo anche pensare che sia meglio tenere tutto segreto o che non abbiamo idea di come affrontare il tutto. Tutto questo non fa altro che alimentare i falsi miti a riguardo. Non dobbiamo dar retta ai comenti negativi o offensivi degli altri e non dobbiamo sentirci obbligate a vivere il lutto in una maniera specifica. Il lutto è un processo e non c’è un manuale da seguire per uscirne prima o saltarne delle fasi. Il modo in cui si reagisce all’aborto è strettamente personale. Qualunque sia il sentimento che proviamo, che sia ansiarabbia, frustrazione o tristezza, è normale ed è legittimo.

Cercare un aiuto professionale

Il supporto è fondamentale quando si vive un trauma come l’aborto spontaneo. Se quello di amici e familiari non è sufficiente, dovremmo cercare quello di uno psicoterapeuta. Le donne che subiscono questo trauma hanno più probabilità di entrare in depressione o di soffrire di ansia. Un professionista della salute mentale può valutare i nostri sintomi e consigliarci il miglior trattamento possibile in base alla nostra situazione personale. La terapia online offerta da Belproblema può rendere le cose più semplici: basta un clic per avere il supporto di uno psicologo via chat o videochiamata, direttamente a casa propria. Inizia a stare bene da oggi.

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Mattia Furia

Specializzato in Psicoterapia Cognitiva, incentrata sul presente, sulle risorse individuali e sulla possibilità di verificare i progressi compiuti.

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